Newsletter n. 20- 2020 - La scuola del corso - 395

 
From: "un corso in miracoli" <ucim@PROTECTED>
Subject: Newsletter n. 20- 2020 - La scuola del corso - 395
Date: May 21st 2020
La Newsletter di UCIM
Associazione Italiana per " Un corso in Miracoli"

è uscita la nuova EDIZIONE UNIFICATA E RIVEDUTA di
"UN CORSO IN MIRACOLI"

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per chi fosse interessato il link è
http://www.ucim.it/index.php/libri

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nella sezione "LIBRI" é finalmente disponibile in italiano il libro
RISVEGLIARSI DAL SOGNO
di Gloria e Kenneth Wapnick
in formato .pdf e
in vendita presso la Foundation for A Course in Miracles.
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E' pubblicato da Macro Edizioni
"UN CORSO IN MIRACOLI PARLA DI SE' " di PATRIZIA TERRENO
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Questa rubrica, scritta da Patrizia e inizialmente supervisionata da Kenneth Wapnick, è basata su uno studio strutturato del corso e vuole offrire agli studenti dei piccoli spunti di riflessione guidata. Si prefigge anche di aiutare lo studente volonteroso ed inesperto a riconoscere le trappole che l’ego gli tende proprio mentre cerca di studiare il corso e di applicarne i principi nella propria vita.

LA SCUOLA DEL CORSO

Piccoli spunti di riflessione

-395-

Carissimi studenti del corso,

Ciò che proietti lo ripudi, e quindi non credi che sia tuo. Stai escludendo te stesso col fatto stesso che giudichi di essere differente da colui sul quale proietti. Siccome hai anche giudicato contro ciò che proietti, continui ad attaccarlo perché continui a mantenerlo separato. Facendolo inconsciamente, cerchi di mantenere fuori dalla tua consapevolezza il fatto che hai attaccato te stesso, e così immagini di esserti messo al sicuro.
(T-6.II.2)

La scorsa settimana abbiamo visto la differenza fra la proiezione e l’estensione utilizzando due immagini: quella di un proiettile e quella di un elastico. (per rileggere lo spunto, cliccare qui). La citazione odierna descrive la componente autodistruttiva della proiezione. Cercando di liberarci di ciò che ripudiamo - la colpa - la proiettiamo su un sé esterno a noi. Così facendo crediamo di averlo reso colpevole. Ci illudiamo in questo modo di essere diversi dal sé su cui abbiamo attuato la proiezione, perché credendo di esserci liberati dalla colpa ci consideriamo a questo punto innocenti. E avremo bisogno di continuare ad attaccare il sé esterno per mantenere tale illusione. Questa dinamica – per inciso - spiega bene la nostra incapacità di smettere di attaccare gli altri, anche quando crediamo di non volerlo più fare. In realtà vogliamo ancora attaccare, perché se smettessimo di farlo dovremo accollarci nuovamente proprio quella colpa (legata alla minuscola folle idea di separazione da Dio - T-27.VIII.6:2) che grava così pesantemente nella nostra mente. Tutto questo viene fatto inconsciamente, cioè dimentichiamo di aver attuato la proiezione subito dopo averla fatta. E a questo punto non ci accorgeremo più di aver proiettato, ma crederemo reali le nostre proiezioni, oggettive le colpe altrui, e giustificata la nostra rabbia. Ma quello che l’ego non ci dirà mai è che avremo soltanto attaccato noi stessi, perché le difese fanno ciò da cui vogliono difendere (T-17.IV.7:1). In altri termini la proiezione e la negazione (cioè le difese) rinforzeranno in noi proprio quella colpa di cui credevamo di esserci liberati. E a causa della negazione potremmo non riuscire a capire perché- a fronte delle colpe altrui- proprio noi dobbiamo sentirci in colpa. L’ego sarà riuscito a generare nella nostra mente quello stato di confusione che è una delle sue prerogative vincenti.

(L’ego) è esperto solo in confusione.
(T-8.II.1:6)

Tuttavia, e al di là della sua confusione cronica, perché l’ego attua una strategia così distruttiva e inclemente nei nostri confronti? Perché, se ha così bisogno di noi? In fin dei conti utilizza proprio il potere della nostra mente per mantenere l’illusione della sua esistenza. Non gli converrebbe un atteggiamento meno aggressivo e volto a nostro favore?
Il perché di tale contraddizione viene spiegato chiaramente nel libro degli esercizi:

L’ego è folle
(L-pII.12.2:1)

E nella sua follia attacca proprio la mente che gli permette di esistere:

L’ingegnosità dell’ego per preservarsi è enorme, ma proviene dal potere stesso della mente che l’ego nega. Questo significa che l’ego attacca ciò che lo preserva, il che deve avere come risultato un’ansia estrema.
(T-7.VI.3:1-2)

In altri termini l’ego non può non attaccare la mente, e questo genera in noi un’ansia estrema che l’ego cerca di lenire attraverso il meccanismo della negazione, ossia facendoci credere di averci realmente aiutato a liberarci dalla colpa.

Abbiamo già detto che l’ego cerca di mantenere e accrescere la colpa, ma in un modo tale che tu non riconosca ciò che vuole farti. Perché la dottrina fondamentale dell’ego è che sei sfuggito da ciò che fai agli altri. L’ego non vuol bene a nessuno. Tuttavia la sua sopravvivenza dipende dal fatto che credi di essere esente dalle sue intenzioni malvagie. Il suo consiglio, quindi, è che se lo ospiti ti metterà in grado di dirigere la sua rabbia all’esterno e così sarai protetto. E così si imbarca in una catena infinita e insoddisfacente di relazioni speciali, forgiate dalla rabbia e dedite a un’unica folle credenza che più rabbia investi al di fuori di te, più sarai al sicuro.
(T-15.VII.4)

L’accorato appello contenuto nella terza frase di quest’ultima citazione dovrebbe metterci in guardia contro le presunte buone intenzioni dell’ego:
“L’ego non vuol bene a nessuno” ci avverte il Corso. Un po’ come se dicesse: “Apri gli occhi! Consigliandoti di attaccare qualcuno per liberarti della tua colpa, l’ego non fa i tuoi interessi! Non ti sta dando un consiglio amichevole. In quanto simbolo della separazione e dell’attacco (T-11.V.4:6) non conosce l’amore e non è capace di volere il bene!”
Forse è arrivato il momento di smettere di dargli retta, non pensate?

Arrivederci e buona settimana!

Tutti gli spunti già pubblicati vengono riuniti in una pagina del sito. Per leggerli, cliccare qui.
Per imparare a trovare le citazioni, cliccare qui.
Per eventuali domande o chiarimenti, scrivere a patrizia.terreno@PROTECTED

***
Troverete sul sito i CORSI in VIDEOCONFERENZA
condotti
da Patrizia Terreno> relativi al mese di MAGGIO - GIUGNO

Ecco una nuova domanda che abbiamo appena pubblicato sul nostro sito tradotta tra quelle pubblicate dal sito della "Foundation for A course in miracles" e due revisionate:
 
D 1299
Come dovrei percepire una persona che è malata?
D 350
Dio, illusione, sogno, il sognatore e la separazione?
D 351
Qual è il significato di “Il ricordo di Dio affiora nella mente quieta?

Per consultare il Glossario di Un corso in Miracoli
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Per scaricare l'errata corrige per l'edizione Armenia-Macro
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